13 agosto 2014

Ebola, più di 1000 morti

Sono ormai più di mille i morti provocati dal virus Ebola, nel focolaio più vasto mai verificato di questa malattia, che colpisce Guinea, Liberia, Sierra Leone e con qualche caso in Nigeria. E’ la Liberia il paese dove attualmente l’epidemia sta viaggiando più rapidamente, con 45 casi (sospetti o confermati) e 29 morti negli ultimi 3 giorni.
Nel mese di marzo è stato reso noto che si erano verificati casi di Ebola  nella zona di Gueckedou, regione frontaliera tra Guinea, Liberia e Sierra Leone.
Fino al 31 luglio l’OMS non raccomandava alcuna restrizione a viaggi o commerci da e con i paesi interessati, ma il 7 agosto infine  ha dichiarato che l’epidemia costituisce un’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale.
La presidente della Liberia, Ellen Sirleaf Johnson ha decretato lo stato di emergenza il 6 agosto, insieme ad una serie di altre misure volte a contenere l’epidemia

Nella capitale della liberia, Monrovia, l’epidemia ha costretto alla chiusura uno degli ospedali più antichi, il St. Joseph's Catholic Hospital, retto dall’ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio ( Fatebenefratelli). In pochi giorni infatti sono morti a causa della malattia il direttore dell’ospedale, fra Patrick Nshamdze, il priore  padre Miguel Pajares,  due suore, due infermiere e un operatore sociale. 

Fra Patrick era originario del Camerun, aveva studiato in Italia e aveva emesso la professione solenne nella chiesa dell'Isola Tiberina di Roma.


Padre Miguel Pajares, di 75 anni era spagnolo, era stato rimpatriato in Spagna pochi giorni fa per essere curato, aveva anche ricevuto il siero MZapp statunitense, ma non è riuscito a superare la malattia.


Anche Papa Francesco ha rivolto un pensiero alle vittime di Ebola. Domenica all’Angelus, dopo gli appelli per Iraq e Gaza  ha detto: «Preghiamo anche per le vittime del virus «Ebola» e per quanti stanno lottando per fermarlo». 

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