20 agosto 2014

HIV: di troppe mutazioni si può morire, le ricerche del MIT

I ricercatori sanno bene che HIV muta molto rapidamente. L'alta capacità replicativa del virus, estremamente soggetta a mutazioni, è stata ed è tuttora la maggiore barriera nella lotta farmacologica all'infezione da HIV. I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), coordinati dal prof. Essigmann, stanno lavorando su una strada ancora poco battuta: sfruttare le mutazioni del virus per eradicare l'infezione.
Tutti i farmaci attivi sul virus esercitano una selezione che porta allo sviluppo di ceppi virali resistenti al farmaco, che perde sempre più di efficacia. Tutte le attuali terapie antiretrovirali cercano di aggirare il problema combinando tre diverse molecole, in modo da impedire al virus di sviluppare resistenze. Per le sue caratteristiche replicative, il virus è in grado di mutare rapidamente, creando tantissime varietà di virus, alcune di queste sono in grado di sopravvivere, ma la maggior parte delle mutazioni intaccano i meccanismi vitali del virus stesso. In generale, si ritiene che un virus mutato riduca la propria capacità di sopravvivere (fitness) e solo ulteriori mutazioni sarebbero in grado di migliorarla.
Fin dagli anni '90 i biologi evoluzionisti hanno ipotizzato che raddoppiando il tasso di mutazione di HIV, questo non sarebbe stato in grado di creare ceppi vitali; da allora Essigmann e i suoi colleghi stanno cercando molecole in grado di aumentare il tasso di mutazione di HIV. Da qualche anno sono riusciti a indurre tale effetto con un farmaco chiamato KP1212. Oggi i ricercatori del MIT hanno capito il meccanismo di azione di KP1212. KP1212 è un analogo nucleosidico (come altri farmaci attualmente utilizzati nella terapia dell'infezione da HIV) che si inserisce nel genoma del virus in formazione ma, a differenza di altre molecole, mostra un alto tasso di tautomeria. Con tautomeria si indica una proprietà per la quale una stessa molecola è in grado di recitare diverse parti, KP1212 avrebbe 5 differenti tautomeri. In tal modo il genoma virale produrrebbe proteine  modificate, in base alle diverse "parti" recitate di volta in volta da KP1212; così si amplificherebbe enormemente il numero di mutazioni per ogni ciclo virale di HIV. I ricercatori del MIT teorizzano che con una terapia di un paio di anni si potrebbe arrivare ad una eradicazione definitiva del virus. Sarebbe un traguardo storico, un obiettivo fino ad ora solamente sognato dai ricercatori. Molti studi sono ancora necessari per raggiungere tale obiettivo ma i ricercatori del MIT stanno aprendo una strada nuova.

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