27 agosto 2014

Migliora la sopravvivenza delle persone con HIV

Uno studio su 11 coorti di quasi 50000 partecipanti in Europa, USA, Australia, ha analizzato le cause di morte delle persone con HIV in terapia, dal 1999 al 2011. Si ossserva una costante diminuzione della mortalità, da 17,5 morti per 1000 person- years del 1999 a 9 morti per 1000 person- years del 2011.
Da notare che nei paesi in via di sviluppo, tale mortalità è generalmente di 10 volte superiore, anche nelle persone che fanno terapia.
E’ stata osservata una diminuzione in tutte le cause di morte, anche in quelle cardiovascolari. Solo la mortalità per tumore sembra essere lievemente aumentata.
Il fattore più fortemente legato alla diminuzione della mortalità è stato l’aumento di cellule CD4 osservato nella popolazione.
La soppressione virale (CV<400 copie) è anch’essa legata a una migliore sopravvivenza.

25 agosto 2014

Botswana: terapia antiretrovirale gratuita per i detenuti stranieri


Il Botswana sta fronteggiando l'infezione da HIV con grandi successi, non ultimo la somministrazione gratuita della cura ai detenuti stranieri, secondo quanto dichiarato recentemente da una sentenza dell'Alta Corte.
Il Botswana è uno stato piuttosto esteso dell’Africa australe, situato nella parte più inospitale e desertica dell’Africa meridionale. Domina il territorio un altopiano. Circa il 70% del paese è occupato dal deserto del Kalahari. Privo di accesso al mare a causa della definizione coloniale dei suoi confini ma collegato ad esso attraverso il fiume Limpopo che giunge fino in Mozambico. 
L’indipendenza dal protettorato britannico, avvenuta nel 1966, insieme alla scoperta di giacimenti minerari e alla stabilità da politica (da sempre in Botswana esiste una convivenza pacifica tra bianchi e bantu, espressa anche dai colori della bandiera nazionale), hanno fatto del Botswana uno degli stati più ricchi del continente.
La popolazione del Botswana si è triplicata in trent’anni, con una crescita annua del 2%. Tuttavia dal 2000 tale crescita si è arrestata e ha vissuto un’inversione di tendenza. Tra le cause: gli effetti devastanti della diffusione dell’HIV. In quegli anni infatti la struttura demografica appariva costituita per il 40% da giovani sotto i 15 anni, mentre solo il 5% aveva più di 60 anni: la popolazione adulta falcidiata dal virus lasciando migliaia di orfani.
Secondo le più recenti stime UNAIDS (2013), la prevalenza dell’HIV tra gli adulti è di circa il 20%.

20 agosto 2014

HIV: di troppe mutazioni si può morire, le ricerche del MIT

I ricercatori sanno bene che HIV muta molto rapidamente. L'alta capacità replicativa del virus, estremamente soggetta a mutazioni, è stata ed è tuttora la maggiore barriera nella lotta farmacologica all'infezione da HIV. I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), coordinati dal prof. Essigmann, stanno lavorando su una strada ancora poco battuta: sfruttare le mutazioni del virus per eradicare l'infezione.
Tutti i farmaci attivi sul virus esercitano una selezione che porta allo sviluppo di ceppi virali resistenti al farmaco, che perde sempre più di efficacia. Tutte le attuali terapie antiretrovirali cercano di aggirare il problema combinando tre diverse molecole, in modo da impedire al virus di sviluppare resistenze. Per le sue caratteristiche replicative, il virus è in grado di mutare rapidamente, creando tantissime varietà di virus, alcune di queste sono in grado di sopravvivere, ma la maggior parte delle mutazioni intaccano i meccanismi vitali del virus stesso. In generale, si ritiene che un virus mutato riduca la propria capacità di sopravvivere (fitness) e solo ulteriori mutazioni sarebbero in grado di migliorarla.

18 agosto 2014

Test rapidi per la malaria: una overview

È di recente pubblicazione un nuovo report dell’OMS sulla valutazione di test rapidi di diagnosi per la malaria (RDTs). Con tale rapporto si vuole fornire una misura comparativa della performance di tali test, per distinguere quali abbiano una prestazione migliore e quali una peggiore.
L’OMS stima che circa la metà della popolazione mondiale sia a rischio di malaria. Nel 2012 si stimano 207 milioni di casi con 627.000 decessi.
Circa il 90% di tutte le morti a causa della malaria si verifica in Africa sub-sahariana, il 77% in bambini sotto i 5 anni.
La malaria rimane endemica in 104 paesi e mentre è in aumento la diagnosi basata sulla ricerca del parassita, la maggior parte dei casi di sospetta malattia non sono adeguatamente confermati, portando ad un eccessivo utilizzo empirico di farmaci antimalarici e ad uno scarso monitoraggio della malattia stessa.

13 agosto 2014

Ebola, più di 1000 morti

Sono ormai più di mille i morti provocati dal virus Ebola, nel focolaio più vasto mai verificato di questa malattia, che colpisce Guinea, Liberia, Sierra Leone e con qualche caso in Nigeria. E’ la Liberia il paese dove attualmente l’epidemia sta viaggiando più rapidamente, con 45 casi (sospetti o confermati) e 29 morti negli ultimi 3 giorni.
Nel mese di marzo è stato reso noto che si erano verificati casi di Ebola  nella zona di Gueckedou, regione frontaliera tra Guinea, Liberia e Sierra Leone.
Fino al 31 luglio l’OMS non raccomandava alcuna restrizione a viaggi o commerci da e con i paesi interessati, ma il 7 agosto infine  ha dichiarato che l’epidemia costituisce un’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale.
La presidente della Liberia, Ellen Sirleaf Johnson ha decretato lo stato di emergenza il 6 agosto, insieme ad una serie di altre misure volte a contenere l’epidemia

7 agosto 2014

Monitoraggio della carica virale dell'HIV: gold standard anche per i paesi poveri

Il monitoraggio routinario della carica virale (CV) nei pazienti HIV positivi in trattamento è ormai da tempo raccomandato a livello internazionale (vedi post). Nel 2013 l’OMS ha indicato la carica virale come la strategia migliore per diagnosticare e confermare il fallimento della terapia antiretrovirale.
È di recente pubblicazione un nuovo report dell’OMS. Scopo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è quello di fornire una guida di alto livello su attuazione e scaling up del test della CV dell’HIV all’interno di programmi ministeriali, utilizzando un approccio in tre fasi: (1) pianificazione; (2) scale-up; e (3) sostenibilità.

5 agosto 2014

OMS: aggiornamento globale sulla risposta all'HIV

La massiccia espansione a livello globale degli interventi su l’HIV ha trasformato negli anni l’epidemia da AIDS e con essa il più vasto panorama della sanità pubblica, dimostrando che il diritto alla salute può essere realizzato anche nelle più difficili circostanze.

È quanto riporta un recente documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La strategia è stata ed è tuttora finalizzata a massimizzare collegamenti e sinergie con aree vitali della salute pubblica, in modo da migliorare i risultati di salute generale e rafforzare sistemi sanitari e comunitari per azioni sostenibili.
Il settore dell’HIV è infatti destinato ad influenzare altri settori, adottando politiche che riflettono quelle che sono le priorità per la salute pubblica.

1 agosto 2014

Allattamento al seno: il goal vincente per la vita!

La settimana mondiale dell’allattamento al seno si celebra ogni anno dal primo al 7 agosto in più di 170 paesi per incoraggiare l’allattamento al seno e migliorare la salute dei bambini in tutto il mondo.

Per una crescita e uno sviluppo sani l’allattamento al seno è la scelta migliore.
E’ infatti il primo e il più importante intervento di sanità pubblica per tutti i neonati e gli infanti, per garantire loro una vita lunga e sana.
La qualità della cura per madri e neonati alla nascita e durante la prima settimana di vita ha un impatto importante, salvando vite materne e neonatali.

Attualmente, il 44% di tutte le morti entro i primi 5 anni di vita avviene nel primo mese di vita.
I bambini più piccoli presentano il più grande rischio di morte e l’80% delle morti neonatali avvengono tra bambini nati prematuri o più piccoli dell’età gestazionale nati in Asia e in Africa sub-sahariana. Il latte materno è il cibo migliore per questi bambini.
Inoltre, data la preoccupante sovrapposizione esistente tra HIV e malnutrizione presente nelle aree dell’Africa sub-sahariana, il problema si presenta con tutta la sua urgenza: non solo garantire ai neonati/bambini il cibo migliore, ma anche e soprattutto garantire loro un cibo sicuro. Allattare in sicurezza, senza il rischio di trasmettere il virus HIV è desiderio di ogni madre sieropositiva.
Ricordiamo i risultati raggiunti dal Programma DREAM che fin dai suoi inizi ha incoraggiato l’allattamento al seno tra le donne sieropositive in trattamento con la triterapia antiretrovirale. Tra i bambini il tasso complessivo di trasmissione dell’HIV a 24 mesi è del 3,2%. A giugno 2014 sono più di 25.500 i bambini nati sani dal programma di prevenzione verticale che quindi non sono stati contagiati né durante la gravidanza né durante l’allattamento al seno.
L’OMS vuole mettere in atto un intervento che comprenda la messa in atto di un piano di azione pe mettere fine alle morti prevenibili, raggiungendo l’obiettivo dell’allattamento esclusivo per almeno il 50% dei casi entro il 2025.