29 aprile 2014

Scoperto il tallone d'Achille dell'HIV


Anticorpi in grado di neutralizzare l'HIV sono molto ricercati, in quanto è da questi che si può partire per la progettazione di vaccini. Tuttavia i bersagli di tali anticorpi sono sempre stati limitati e non sufficienti da poter condurre con speranza una ricerca che approdasse alla formulazione di un vaccino efficace.
Almeno fino ad adesso.
E' quanto riportato dallo studio pubblicato sulla rivista Immunity dagli scienziati del The Scripps Research Institute (TSRI).
Il gruppo di ricercatori afferisce al Dipartimento di Immunologia e di Microbiologia del TSRI e lavora per l'International AIDS Vaccine Initiative.
Secondo lo studio, il tallone di Achille dell'HIV si troverebbe in un'area della sua superficie che sarebbe facilmente attaccabile dagli anticorpi umani. Questa azione potrebbe neutralizzare la capacità infettiva del virus e bloccarne replicazione e diffusione.
Tutto questo sarebbe possibile attraverso un vaccino, testato dai ricercatori, in grado di suscitare una risposta immunitaria forte e duratura contro tali aree. In questo modo il virus sarebbe incapace di infettare le cellule.
Secondo il Prof Burton del Dipartimento sopra citato, la scoperta di una nuova area di vulnerabilità del virus apre la strada alla promessa per lo sviluppo di un vaccino.

24 aprile 2014

HIV/AIDS: a trent'anni dalla dichiarazione pubblica sulla causa dell'AIDS

Il 23 Aprile 1984, esattamente trent'anni fa, veniva pubblicamente dichiarato che era stata identificata la causa dell'AIDS. Il Centre for Diseases Control and prevention (CDC), principale ente statunitense di sanità pubblica, dichiarava al grande pubblico che l'HIV era la causa della sindrome da immunodeficienza acquisita. La notizia fu salutata con grande entusiasmo dalla stampa americana all'indomani della dichiarazione; l'aver identificato il virus permetteva di sviluppare dei test diagnostici in grado, tra l'altro, di verificare la sicurezza del sangue per le trasfusioni, bloccando quindi la trasmissione del virus per questa via. L'allora Segretario della Salute e dei Servizi Umani, Margaret Heckler, dichiarò: Riteniamo che entro due anni il vaccino potrebbe essere pronto. Tale previsione, come è noto, si è dimostrata quanto mai sbagliata, ma rivela il grande entusiasmo che si respirava in quegli anni.

Tutto era cominciato solo pochi anni prima;

15 aprile 2014

HIV: l'istruzione è la chiave del successo



Una nuova pubblicazione dell’UNESCO esplora l’evoluzione che è stata compiuta in termini di educazione sull’HIV e di come questa possa aver avuto degli effetti rilevanti soprattutto sulle giovani generazioni.
Charting the course of education and HIV   esamina cosa è stato appreso fino ad adesso lungo il viaggio della conoscenza e dell’educazione sull’HIV, le opportunità e le sfide.
Secondo il Coordinatore Globale dell’UNESCO per il settore HIV e AIDS, Chris Castle, “l’educazione all’HIV può aiutare gli studenti non solo a sviluppare e a mantenere comportamenti più sicuri, ma anche a ridurre la stigmatizzazione e la discriminazione nei confronti delle persone colpite dall’HIV”.
Riconoscere che la salute e l’istruzione sono indissolubilmente legate è ora considerato vitale.
Si è visto tra le altre cose che utilizzare con gli studenti metodi di insegnamento interattivi piuttosto che quelli fortemente didattici accompagnati a tattiche intimidatorie per quanto riguarda la loro vita sessuale, ha portato ad avere più successo.

3 aprile 2014

Pubblicato aggiornamento delle linee guida OMS per l'HIV

Nel mese di marzo l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un supplemento alle linee guida del 2013 sull'infezione da HIV. Il supplemento raccoglie risultati scientifici emersi negli ultimi mesi. In particolare si sofferma su alcuni aspetti relativi alla diagnostica e alle linee terapeutiche.
Tra le molte raccomandazioni presenti nel documento, le più innovative sono quelle che affrontano i temi della diagnosi infantile e del monitoraggio virologico dell'infezione.
Viene sottolineato ancora una volta come la diagnosi virologica sia di importanza chiave nei programmi di prevenzione materno-infantile dell'infezione da HIV. I comuni test rapidi utilizzati nell'adulto non sono utili per la diagnosi nel bambino con meno di 18 mesi di vita (per approfondimento vedi post); l'ampia diffusione  dei test virolgici per i bambini risulta particolarmente importante, specialmente nei paesi Africani dove ogni giorno nascono migliaia di bambini da donne HIV+. La diagnosi precoce nei bambini (effettuabile solo con i test virologici) permette una terapia tempestiva e una sopravvivenza elevata.
Altro aspetto evidenziato dal supplemento è l'importanza della carica virale per il monitoraggio dell'infezione e dell'eventuale terapia (per approfondimento vedi post). I due parametri fondamentali da valutare nei pazienti con HIV sono la conta dei linfociti T CD4 e la misura della carica virale.