25 ottobre 2013

OMS: in riduzione i nuovi casi di tubercolosi, ma le morti sono ancora troppe

Più di un milione di morti nel 2012 a causa della tubercolosi. Precisamente 1,3 milioni, che fanno del micobatterio il secondo killer al mondo dopo l'HIV. L'Organizzazione Mondiale della Sanità mercoledì ha fornito i nuovi dati sullo stato dell'epidemia tubercolare nel mondo. Tanti sforzi sono stati messi in campo negli ultimi anni nei paesi ad alto carico di infezione (High Burden Countries), ma il numero di morti da tubercolosi è ancora troppo alto, dichiara l'OMS, soprattutto perchè la gran parte delle morti sono evitabili; oltre 300.000 morti sono avvenute in pazienti HIV positivi.Il Global Tuberculosis Report 2013 dell'OMS, fornisce anche dati incoraggianti: la mortalità da tubrecolosi è scesa del 45% dal 1990, negli ultimi 12 anni l'incidenza della malttia è scesa da 148 nuovi casi per anno ogni 100.000 abitanti nel 2000 a 122 casi nel 2012.
L'Africa è l'unica regione in cui l'andamento dell'incidenza della tubercolosi ricalca esattamente quello della coinfezione HIV-TB; ciò è naturale se si pensa quanto le due malattie siano collegate, ma indica anche come i gli interventi per la tubercolosi non possano prescindere dalla diffusione universale del trattamento antiretrovirale. In Africa non si può parlare di tubercolosi senza pensare anche all'AIDS.
I due servizi - anti-TB e anti-HIV - devono sempre più essere integrati, come ormai da anni l'OMS raccomanda.
Molti servizi sanitari africani sono deboli, faticano a distribuire i farmaci sul territorio, presentano difficoltà nel reperire personale 
La coinfezione HIV-tubercolosi è ancora largamente un problema africano: in questo continente sono presenti il maggior numero di pazienti con coinfezione, l'infezione da HIV è presente in più della metà dei nuovi casi di tubercolosi in molti paesi dell'Africa Sub-sahariana, in particolare nell'Africa australe in paesi come il Sudafrica, il Mozambico, il Malawi, il Botswana, lo Zimbabwe... La coinfezione inoltre nel continente africano colpisce in netta maggioranza le donne, per ogni paziente uomo con coinfezione HIV-TB, ci sono in Africa infatti più di 3 donne con HIV e TB.
formato, ma sono chiamati ad un grande sforzo per fronteggiare le sfide che l'OMS ha riproposto con la nuova pubblicazione; la comunità internazionale non può lasciare solo un continente e i suoi figli difronte a tali sfide, ma c'è bisogno di una risposta e di un impegno sempre più largo e condiviso.


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