24 gennaio 2014

Conakry: terapia e cibo per i malati di AIDS

La terapia antiretrovirale e il supporto nutrizionale insieme rappresentano un valido sostegno perché la donna HIV-positiva possa portare avanti la gravidanza. Vengono così ridotti i rischi legati alla gravidanza stessa, proteggendo la vita della donna e quella di suo figlio, nella speranza che nasca libero dall’HIV.
È quanto sta accadendo nei tanti centri DREAM presenti in 10 paesi dell’Africa sub-sahariana. La terapia antiretrovirale alle donne in gravidanza riduce il rischio della trasmissione verticale madre-bambino a meno del 2%.
Anche nella Repubblica di Guinea, a Conakry grazie al lavoro condotto nei Centri di cura del Programma DREAM, con il supporto nutrizionale del WFP (World Food Programme) stanno nascendo bambini sani.
Ogni giorno qui si incontrano madri con i loro bambini, come Djamilatou, donna guineana che durante la sua prima gravidanza ha scoperto di essere sieropositiva.

20 gennaio 2014

Sudafrica: ridotto il numero delle nuove infezioni da HIV


Sudafrica: le infezioni da HIV sono diminuite di un terzo dal 2004. Tra il 2004 e il 2012, il numero di nuove infezioni è sceso da circa 540.000 a circa 370.000, come mostra il rapporto UNAIDS South Africa 2012 HIV Estimates and Projections.

In Sudafrica circa 6,1 milioni di persone vivono con l’HIV. Dal 2009, il governo ha notevolmente aumentato i programmi di prevenzione e trattamento dell’HIV.
Il numero di morti a causa dell’AIDS è sceso del 30 %, da 330.000 nel 2004 a 240.000 nel 2012. Secondo le stime, nel 2016 si dovrebbe scendere al di sotto di 150.000.
Circa 2,2 milioni di persone hanno ricevuto farmaci antiretrovirali in Sudafrica, la maggior parte delle quali sono donne.

13 gennaio 2014

Adolescenti e HIV: le linee guida dell'OMS


È stata pubblicata dall’OMS una guida su test, counselling e cura per gli adolescenti che vivono con l’HIV, considerando la gamma di esigenze e problematiche degli adolescenti nel mondo.

La difficoltà di fidelizzare questo gruppo di età alla cura antiretrovirale , ha portato a fallimento terapeutico e a elevati tassi di morbilità e mortalità HIV-correlate.

Gli adolescenti (10-19 anni) e i giovani (20-24 anni), continuano ad essere vulnerabili, sia socialmente che economicamente, all’infezione da HIV nonostante gli sforzi compiuti fino ad oggi.
Questo è particolarmente vero specialmente tra coloro che vivono in ambienti con un’epidemia da HIV generalizzata, in particolare le ragazze


8 gennaio 2014

La ricerca per la copertura sanitaria universale


Nel 2005, tutti gli Stati membri dell’Oms si sono impegnati a raggiungere la copertura sanitaria universale. L’obiettivo è assicurare che tutti ottengano i servizi sanitari di cui hanno bisogno senza rischiare la rovina finanziaria o l’impoverimento. Questo richiede: un sistema sanitario efficiente e ben gestito, un sistema per finanziare il servizio sanitario, l’accesso ai farmaci essenziali, una sufficiente dotazione di personale motivato e ben formato. Malgrado i recenti miglioramenti, il divario tra l’attuale copertura dei servizi sanitari e la copertura sanitaria universale rimane ampio per molti problemi di salute in numerosi contesti. Ad esempio, nel 2011 quasi la metà di tutte le persone affette da HIV idonee per la terapia antiretrovirale non vi aveva ancora accesso, e ogni anno, secondo le stime, 150 milioni di persone vengono a trovarsi in una situazione finanziaria disastrosa per aver dovuto pagare direttamente l’assistenza sanitaria di cui necessitavano


Lavorare per la copertura sanitaria universale è un potente meccanismo per il raggiungimento di una migliore salute e di un maggior benessere e per la promozione dello sviluppo umano.

Il Rapporto 2013 dell'Oms sulla salute mondiale è incentrato sulla ricerca scientifica come fulcro per il raggiungimento della copertura sanitaria universale.

7 gennaio 2014

Dalla ricerca nuove prospettive per la lotta all'HIV


L’HIV è riapparso nei due “pazienti Boston”. Dopo un trapianto di midollo osseo, il virus sembrava essere scomparso dal sangue dei due pazienti americani, ma dopo alcuni mesi, i test hanno nuovamente rilevato la presenza dell’HIV.

Entrambi sieropositivi e affetti da un linfoma, erano stati trapiantati il primo nel 2008 e il secondo nel 2010. Circa 8 mesi dopo l’operazione, oltre ad essere scomparso il linfoma, era scomparso anche il virus dal loro sangue, tanto che all’inizio del 2013 i medici avevano deciso di sospendere la cura con antiretrovirali dichiarando i due pazienti guariti.